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Il revenue di San Valentino | L’offerta che non ti aspetti, o forse sì

Mi domando sempre se per gli albergatori abbia veramente senso creare un’apposita offerta di San Valentino.
Diciamocelo onestamente il tema è spesso trattato con grande banalità: le offerte si limitano a pacchettizzate una cena, una camera e un brindisi. E quindi? Si può davvero ridurre l’amore ad un pacchetto standard uguale per ogni albergo dal Trentino alla Sicilia?


Trattare con originalità un tema così tanto sfruttato non è così semplice e soprattutto non può ridursi solo ed esclusivamente al “pacchetto love for two” – con valore add on- o di offerte con lo sconto con tanto di “min lenght of stay“, che spesso non è coerente con i prezzi esposti per quel periodo.
Mi piace pensare che San Valentino sia una questione che sta a cavallo tra Revenue e Marketing.
Per dirla romanticamente, il marketing ha un suo revenue, che il revenue non vuole sentire.
Partiamo del “quando”.


Quando si mette in vendita una tariffa San Valentino? Naturalmente non il 1° di febbraio!
Saremmo già fuori tempo massimo e se questo pacchetto non è super romantico inutile posizionarlo. Il triste “camera con prima colazione in camera, bottiglia di spumante e cioccolatino” ce lo possiamo risparmiare. Non dico che non vi servirà per vendere ma mi domando se faccia veramente bene al vostro revenue. Sicuramente non sarà utile ad aumentare il valore del vostro brand.


Le tempistiche sono importanti: pronto già a dicembre deve cominciare a farsi notare sin da subito dopo il Capodanno.
Le parole SEO devono sedimentarsi per farvi veramente guadagnare visibilità. Il tempo inoltre aiuta ad organizzarsi meglio: contatti, fornitori, idee, gadget tutte cose che chiedono soprattutto un investimento in termini di creatività.
E poi a chi?
Sembra una domanda banale, eppure potremmo stravolgere la classica visione: potremmo creare un pacchetto ad hoc per “gli innamorati del proprio lavoro” – se la nostra struttura non è prettamente un hotel leisure. La “business love” potrebbe far sorridere molti ma potrebbe sorprendere qualche ospite che per quelle date sarà in trasferta e non con il proprio/a amato/a. Proviamo ad allargare il target: un San Valentino con un offerta Lui&Lui oppure un Lei&Lei, può sparigliare le carte sul tavolo e può far parlare della nostra struttura su un tema che dovrebbe oramai da tempo essere superato.
Non dimentichiamo gli amici degli innamorati: i cani in special modo, spesso accompagnano una coppia ed è noto che non si tratta di accettare animali, ma di accoglierli; quindi, proviamo ad immaginare offerte che siano più inclusive.
Si, ma il prezzo?
Non dimentichiamoci che statisticamente per il San Valentino si spende di più del Capodanno: si sa che l’amore ama investire sul risultato. Quindi non ritoccherei i prezzi al ribasso, semmai andrei a creare tariffe con corposi contenuti: bene se in casa si hanno delle risorse ancor meglio se si scelgono partner sul territorio.

Ma prima di smuovere le acque diamolo uno sguardo ai dati: siamo un hotel in target con il San Valentino? e soprattutto possiamo giocare con questo elemento anche quando non lo siamo? Le risposte a questa domanda sono senza dubbio tra gli step principali.
Ho sempre creduto che l’offerta di San Valentino sia una grande occasione di marketing più che di revenue e allora bisogna uscire dagli schemi magari usando partner esterni per abbinare al soggiorno un’esperienza: camere in giardino in grosse bolle riscaldate, navigazioni romantiche su fiumi e laghi, brindisi sotto le stelle a caccia della propria, strade dell’amore, canzoni, film e molto altro.
Lasciatevi ispirare. Nel celebre film Sex and the City, Carrie, la protagonista citava un libro “Lettere d’amore di uomini illustri”, un libro che non esisteva ai tempi del film ma che, opportunamente scritto e messo in vendita, oggi trovate in tante librerie e su Amazon, perché non lasciare in ogni camera una di queste belle dichiarazioni d’amore? o un coupon per regalarlo al proprio innamorato?


Create luoghi instagrammabili per i vostri innamorati o create una guida dei luoghi istagrammabili della tua location.
Basta avere un buon prodotto, coreografico e all’altezza per vendere? Certamente no.
Oltre alle pagine del sito, che ho già citato in principio, non bisogna dimenticarsi dei social: non pensate alla replica della stessa notizia riproposta senza tenere conto delle specificità del singolo social.
Ma i social non sono l’unica strada: rivolgersi alle riviste on line, che spesso nelle loro uscite di febbraio includono sempre una “romantica” offerta o location e infine influencer, che non sempre significa pagare qualcuno, ma piuttosto rintracciare i soggetti più adatti a veicolare il “nostro san Valentino” capaci di promuovere il vostro business.
Il tempo che ci siamo presi potrebbe esserci utile per creare una landing page ben fatta, una DEM ai clienti fidelizzati, dei post mirati e una raccolta dati che potrebbe essere usata per tutto l’anno…l’unico dramma e che nel frattempo la coppia si sia rovinosamente dissolta, ma questo dato non dovrebbe preoccuparci.


Infine, la DEM, questa si che va lasciata per l’ultima settimana: sarà utile ai ritardatari, quelli che non ci avevano pensato quelli che “ma no, non ci tiene a san Valentino”, tendiamogli una mano e salviamo dal disastro una relazione.

Tina Ingaldi