Gestione del personale alberghiero: competenze, organizzazione e nuove prospettive

Il futuro del lavoro nell’hospitality è al centro della nuova puntata di Anziani Digitali, con Ilaria Bigliazzi e Claudia Ferrero, autrici del libro Work in Travel.

Trovare personale qualificato è diventata una delle principali preoccupazioni per molte strutture ricettive. Le difficoltà nel recruiting, l’elevato turnover e la necessità di formare continuamente nuovi collaboratori incidono sull’organizzazione quotidiana degli hotel.

Eppure, concentrarsi esclusivamente sulla ricerca di personale rischia di lasciare irrisolta una parte importante del problema: come viene organizzato, gestito e valorizzato il lavoro all’interno della struttura?

È uno dei temi affrontati nella nuova puntata di Anziani Digitali, durante la quale Tina Ingaldi e Antonio Maresca incontrano Ilaria Bigliazzi, HR Director di FH55 Hotels, e Claudia Ferrero, founder di HorecaJob.

Le due professioniste, coautrici del libro Work in Travel, propongono una lettura del settore che mette in relazione gestione delle risorse umane, competenze, cultura aziendale e risultati dell’impresa.

La gestione del personale in hotel parte dall’organizzazione

Quando un hotel fatica a coprire i turni, la soluzione più immediata è spesso pubblicare un nuovo annuncio di lavoro.

Ma prima di avviare una selezione sarebbe utile verificare se le attività sono distribuite correttamente, se i ruoli sono definiti e se il numero di collaboratori previsto è compatibile con i carichi operativi.

Analizzare il fabbisogno di personale significa comprendere il lavoro che deve essere svolto, non soltanto contare quante persone mancano.

Un reparto può essere in difficoltà per carenza di organico, ma anche per procedure inefficienti, responsabilità poco chiare o competenze non adeguatamente distribuite.

La puntata invita quindi a considerare la gestione HR come una componente della strategia aziendale, anziché come una funzione chiamata a intervenire soltanto nelle emergenze.

People First: dalle dichiarazioni alle scelte quotidiane

Nell’hospitality si parla sempre più spesso di cultura People First, un modello che riconosce il valore delle persone all’interno dell’organizzazione.

Per applicarlo, però, non basta dichiarare che i collaboratori sono importanti.

Occorre intervenire su aspetti concreti: programmazione dei turni, comunicazione interna, chiarezza dei ruoli, formazione, riconoscimento delle competenze e opportunità di crescita.

Durante la conversazione emerge anche la necessità di superare la rappresentazione dell’azienda come una famiglia, preferendo quella di una squadra professionale, nella quale ciascuno conosce responsabilità, obiettivi e modalità di collaborazione.

È una distinzione importante. Un ambiente di lavoro può essere accogliente e costruire relazioni solide senza rinunciare a confini professionali, regole condivise e trasparenza.

Prendersi cura delle persone significa anche permettere loro di lavorare in un’organizzazione chiara, prevedibile e rispettosa.

Turnover e recruiting: perché trattenere i talenti richiede metodo

Il turnover alberghiero viene spesso affrontato come un problema di selezione: una persona lascia la struttura e bisogna trovarne un’altra.

Ma per comprendere davvero le difficoltà di fidelizzazione dei collaboratori occorre guardare anche a ciò che accade dopo l’assunzione.

L’inserimento iniziale, il rapporto con i responsabili, le condizioni di lavoro e la possibilità di sviluppare nuove competenze influenzano la qualità dell’esperienza professionale.

Qui entra in gioco anche l’employer branding, ovvero la reputazione dell’azienda come luogo di lavoro.

Questa reputazione non si costruisce soltanto attraverso annunci accattivanti o contenuti sui social. Dipende soprattutto dalla coerenza tra ciò che l’azienda promette ai candidati e ciò che i collaboratori sperimentano quotidianamente.

Per un hotel, attrarre talenti e riuscire a trattenerli sono due obiettivi strettamente collegati, che richiedono un lavoro continuativo sulla cultura organizzativa.

Work in Travel: un libro per ripensare il lavoro nell’hospitality

Le riflessioni sviluppate durante la puntata trovano un approfondimento nel libro Work in Travel. Competenze, strategie HR e opportunità professionali per evolvere nell’Hospitality, scritto da Ilaria Bigliazzi e Claudia Ferrero e pubblicato nel settembre 2026 da Dario Flaccovio Editore, nella collana Accadde domanI FuTurismo.

Il volume nasce dall’esperienza delle due autrici nella gestione alberghiera, nelle risorse umane e nel recruiting, con l’obiettivo di offrire una visione più articolata delle opportunità professionali nel turismo.

Attraverso nove capitoli, casi reali, interviste e strumenti operativi, affronta temi che interessano sia chi dirige una struttura sia chi desidera intraprendere o sviluppare una carriera nell’ospitalità.

Tra gli argomenti approfonditi figurano la selezione, la formazione, le dinamiche contrattuali, il welfare, l’employer branding, le competenze emergenti e il ruolo dell’Intelligenza Artificiale.

Uno degli aspetti più interessanti riguarda proprio l’evoluzione dei profili professionali.

Le competenze tradizionali dell’accoglienza restano fondamentali, ma devono oggi affiancarsi a conoscenze tecnologiche, capacità di analisi, gestione delle relazioni e collaborazione tra reparti.

Nel libro, per esempio, viene approfondita l’evoluzione del front office verso una gestione più completa della guest experience, mentre il revenue management viene osservato anche alla luce dell’utilizzo dell’AI e delle nuove capacità strategiche richieste ai professionisti.

L’obiettivo non è sostituire l’esperienza umana con la tecnologia, ma aggiornare competenze e processi affinché persone e strumenti possano contribuire a migliorare il servizio.

Ogni capitolo si conclude inoltre con un toolkit operativo, pensato per accompagnare il lettore nell’applicazione dei contenuti al proprio contesto professionale.

Superare i pregiudizi sul lavoro nel turismo

Work in Travel dedica attenzione anche alla percezione delle professioni turistiche.

Il settore viene spesso associato esclusivamente a stagionalità, difficoltà operative e limitate prospettive di carriera. Sono criticità che non possono essere ignorate, ma che non descrivono da sole la varietà delle opportunità professionali presenti nell’hospitality.

Le autrici invitano a considerare il turismo come un comparto nel quale convivono competenze operative, manageriali, commerciali, tecnologiche e relazionali.

Per chi desidera lavorare nell’accoglienza, diventa quindi importante conoscere le possibilità di specializzazione e costruire un percorso basato su formazione continua, esperienza e consapevolezza delle proprie competenze.

Quali strumenti possono aiutare gli albergatori?

Dalle riflessioni della puntata e dai temi affrontati nel libro emergono alcune priorità utili per i responsabili delle strutture:

• Analizzare i carichi di lavoro, valutando attività, turni e reali necessità dei reparti.

• Definire le competenze richieste, distinguendo capacità tecniche e trasversali.

• Migliorare l’onboarding, per accompagnare i nuovi collaboratori nell’inserimento.

• Investire nella formazione continua, anche attraverso modalità compatibili con i ritmi operativi.

• Ascoltare e analizzare le ragioni del turnover, individuando eventuali criticità organizzative.

• Costruire percorsi di crescita, rendendo più chiare le opportunità professionali interne.

Non esiste un unico modello valido per tutte le strutture. Un piccolo hotel indipendente e un gruppo alberghiero hanno esigenze differenti, ma entrambi possono beneficiare di processi più chiari e di una maggiore attenzione alla gestione delle persone.

Il futuro del lavoro nel turismo richiede competenze e responsabilità condivise

La conversazione con Ilaria Bigliazzi e Claudia Ferrero offre un’occasione per osservare la gestione del personale da una prospettiva più ampia.

Il tema riguarda gli imprenditori, chiamati a costruire organizzazioni sostenibili, ma anche i manager, i responsabili di reparto e i professionisti che desiderano crescere nel settore.

Migliorare il lavoro negli hotel richiede un impegno da entrambe le parti: aziende capaci di offrire condizioni, strumenti e opportunità adeguate e professionisti disponibili a investire nel proprio sviluppo.

Un approccio che permette di affrontare le difficoltà del presente senza perdere di vista la competitività futura delle strutture ricettive.

Ascolta la puntata di Anziani Digitali

Nel nuovo episodio di Anziani Digitali, Tina Ingaldi e Antonio Maresca approfondiscono questi temi insieme a Ilaria Bigliazzi e Claudia Ferrero, autrici di Work in Travel.

Un confronto dedicato alla gestione delle risorse umane nell’hospitality, al recruiting, al turnover e alle competenze necessarie per costruire organizzazioni più efficaci.

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